Sembrava una felicitá

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Sembrava una felicitá

Jenny Offill

Recensore : Federica Biffi

Sembrava una felicità. Come quando fuori piove e il camino è acceso. Come quando la notte guardi le stelle e sei da solo.

Jenny Offil ritrae una donna in tutte le sue sfaccettature, una donna che si innamora e si sposa, come mai avrebbe pensato, una donna che diventa mamma, che insegna, che scrive e che sogna in grande, sogna di diventare una celebre scrittrice. Sogni che ad un tratto vede offuscarsi: ambizioni che non si realizzano, un matrimonio in bilico, il tradimento, la solitudine, nonostante un grande regalo: la figlia. Volere il controllo di una vita in cui ti sembra di avere tutto e poi più niente. “Lei pensa prima di agire o, per essere più precisi, pensa invece di agire. Un difetto, non una virtù”, così viene descritta la protagonista. Un vortice di pensieri che si incrociano e che destabilizzano, che invece di riportarla a galla, la trascinano nell’abisso.

 

Pensieri ingombranti che si notano soprattutto nello stile di scrittura, nel ritmo, a tratti veloce e insistente, a tratti malinconico e rassegnato. La divisione in paragrafi e la fusione tra flusso di coscienza e diario, un alternarsi e un rincorrersi di idee dirette e spontanee. Le citazioni ricorrenti, Coleridge, Keats, Kafka e la letteratura, Talete, Anassagora, Kant e la filosofia. Il passaggio, a metà storia, dalla descrizione in prima persona alla terza persona, da “io” a “la moglie”, come a voler segnare un punto di interruzione, o forse, di svolta: il tradimento, il crollo delle certezze, il distacco e quindi la rinascita. Bisogna toccare il fondo, di solito, per poter risalire.

 

“Ci sono 60 secondi in un minuto, 60 minuti in un’ora, 24 ore in un giorno, 7 giorni in una settimana, 52 settimane in un anno, e X anni in una vita. Trova il valore di X.” “Sembrava una felicità” è una storia d’amore che lascia con il fiato sospeso, che fa riflettere e che poi restituisce una boccata d’aria. Un racconto che rende fragili e che ridà la forza, un tentativo di rimettere insieme i pezzi che, come succede inevitabilmente nella vita, si sono staccati e mescolati. Per chi sogna e non smette di sperare, per chi a volte pensa di rinunciare ma poi non molla, per chi vive le emozioni e non le subisce.