La metá del diavolo

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La metá del diavolo

Joseph Incardona

Recensore : Alessandro Salemme

Pierre Castan la vita ha riservato un destino totalmente diverso da quello che lui si immaginava; le premesse per trascorrere una vita felice c’erano tutte: una moglie, una figlia, un lavoro da medico legale. Famiglia, esperienza, successo. Tutto questo improvvisamente gli è stato portato via quando la piccola Lucie è scomparsa. Pierre lo sa, ormai si è rassegnato all’idea di non rivederla mai più: non si è dileguata magicamente e non è fuggita via, la sua bambina è stata rapita e sente, come lo può sentire un padre, che il suo cuore ha cessato di battere. Di fronte ad una tragedia del genere, un uomo o si arrende, accettando ciò che gli è stato riservato, dandosi risposte più o meno vaghe, rassegnandosi; o diventa tormentato, ossessionato ed ostinato nel voler trovare chi gli ha rovinato l’esistenza, con un solo scopo in mente: la vendetta. La strada che Pierre Castan ha deciso d’intraprendere è proprio la seconda: da mesi vive vagabondando per il tratto di autostrada in cui sua figlia è sparita, cercando una traccia, un piccolo indizio, spiando, parlando con sconosciuti. Sua moglie, Ingrid, si è rinchiusa in casa, attende notizie attaccata al telefono, trascorre la sua esistenza mettendo in atto compulsioni (auto)erotiche e bevendo Bloody Mary, disperata. La situazione di stallo in cui la coppia si trova, però, cambia improvvisamente quando un’altra bambina (ormai la terza nel giro di poco tempo) scompare sull’autostrada: il lettore stesso assiste al suo ultimo pranzo in autogrill, ai suoi genitori in crisi, al suo rapimento. Non è più un caso, non è più una coincidenza ormai: c’è la stessa persona dietro tutto questo orrore, qualcuno che vediamo muoversi lentamente, attento in ogni suo gesto, un emarginato, un escluso, un sadico. Intervengono allora il capitano Julie Martinez, affiancato dal tenente Gaspard e dalla sua squadra: è una corsa contro il tempo, due fazioni opposte che desiderano giungere allo stesso obiettivo, con fini però diversi.  “La metà del Diavolo” è un romanzo dallo stile tagliente, pungente, ritmico e denso. I punti si susseguono uno dopo l’altro, a frasi brevi si alternano veri e propri elenchi, come quello delle ossessioni che mi aveva tanto colpita all’inizio, prima ancora di entrare in questo tunnel buio. “La metà del Diavolo” è un vero e proprio viaggio all’inferno, un viaggio, nel “non-luogo” di cui tutti, chi più chi meno, abbiamo esperienza personale e diretta: l’autostrada, durante un’estate torrida. In Francia, in un’area di servizio, una bambina viene rapita. Le storie dei genitori, del rapitore, della poliziotta incaricata delle indagini e di una coppia la cui figlia era stata rapita anni prima, si intrecciano in maniera spesso casuale, creando dinamiche che a prima vista sembrano impossibili, ma che a leggere bene risultano solo improbabili; il caso, la vita, spesso sono più strane di qualunque romanzo, quindi non ci sarebbe da stupirsi se… no, non racconto oltre. In tutto ciò consiglio la lettura de “La metà del Diavolo” a chi cerca un libro intenso, a chi cerca dei momenti intensi in un semplice libro e questo libro è il più adatto in quanto è scritto in modo molto particolare, con una prosa dal ritmo quasi ipnotico, fatto di pause marcate, che rispecchia lo straniamento che si prova spesso in autostrada. Non mancano momenti tipicamente noir e momenti più lievi, il tutto però alternato e mai pesane. Veramente un’ottima lettura.