Samurai Executioner

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Samurai Executioner

Kubikiri Asa di Kazuo Koike - Goseki Kojima

Recensore : Simone Capuano

Il team composto dallo scrittore Kazuo Koike ed il disegnatore Kojima torna con una nuova opera, memori del successo di Lone Wolf and Cub (uscito per la prima volta in Giappone nel 1970). Il manga in questione è “Samurai Executioner” che, dopo tantissimi anni, viene finalmente rilasciato dalla casa editrice italiana RW Goen. I due maestri sono specializzati nel creare storie ambientate nell’epoca Edo, riprendendo la figura del samurai che ha sempre avuto un fascino leggendario per noi occidentali, a partire dall’estetica (armature, katane e capigliatura) fino ad arrivare al loro codice morale, la via del samurai.
/Tutti questi ingredienti stanno alla base dell’opera di Koike e Kojima, ma addentriamoci nell’opera e procediamo con ordine./


La storia, come detto precedentemente, è ambientata nell’epoca Edo, nel Giappone feudale ed ha come protagonista Yamada Asaemon, un ronin appena assunto dallo Shogunato, il cui incarico è quello di provare le nuove spade che gli vengono consegnate dallo shogun ( la saggiatura), tuttavia la sua grande abilità di samurai lo porterà a ricoprire anche un altro ruolo, ossia l’esecutore di pene capitali. La narrazione non è lineare, si divide in capitoli e la storia si sviluppa su più fronti e non sempre si soffermerà su Yamada ma, piuttosto si concentrerà sui criminali e sulle indagini.

Lo stile narrativo di “Samurai Executioner” è complesso, a partire dal linguaggio utilizzato nei dialoghi, antico e austero, alla poca linearità della trama. Il realismo è così evidente che sembra quasi che l’autore abbia preso ispirazione da una storia vera. ll primo volume ci catapulta fin da subito in un contesto storico riprodotto fedelmente, in cui sono presenti scene violente come atti vandalici e sangue a fiumi, che ricordano a tratti “L’Immortale” di Samura, che avrà preso sicuramente spunto dall’opera di Koike/Kojima.


Non si può non rimanere incantati dalle tavole del maestro Kojima, non c’è una singola pennellata superflua o che non sia funzionale alla storia, non a caso sul lavoro di quest’ultimo si sono formati centinaia di fumettisti (come ad esempio Frank Miller). Nel mostrare le scene, Kojima utilizza un tratto severo, con dei contorni forti e primissimi piani che risaltano notevolmente l’espressività dei personaggi.


Nonostante la distanza dall’uscita in Giappone, “Samurai Executioner” rimane un’opera fresca, tra le più belle e violente degli ultimi 40 anni, che interesserà principalmente coloro che amano il Giappone del periodo Edo e i samurai.
Il connubio Koike – Kojima è imperdibile per chiunque ami il buon fumetto.