La Scelta

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La Scelta

Simone Prisco - Stefano Chiuchiarelli - Marco Chiuchiarelli

Recensore : Gioacchino D’Antò

“Il Diavolo rimase vergognoso, e intese come il bene sia tremendo, e vide come nella sua forma la virtù sia amabile” (John Milton, Paradiso Perduto).


La figura di Lucifero è stata da sempre fonte di ispirazione per innumerevoli declinazioni mediatiche, non ultima quella della letteratura a fumetti, della quale, l’esempio più emblematico è sicuramente l’algido e altezzoso angelo androgino dipinto da Neil Gaiman nel capolavoro senza tempo “Sandman”.

 

Stefano Chiuchiarelli, napoletano classe ’64, decide invece di riscrivere la figura dell’angelo ribelle donandogli un ruolo da protagonista e narratore ne “La Scelta”, un interessante graphic novel interamente illustrata da Marco Chiuchiarelli –peraltro fondatore della Douglas edizioni per la quale il volume è edito- e Simone Prisco in qualità di colorista.

 

La Scelta ci racconta un Lucifero di chiara ispirazione miltoniana, un ribelle più che un serpente tentatore, una figura quasi assimilabile a Prometeo, il Grande Avversario, colui che decide di non piegarsi più a Dio e di pagarne le relative conseguenze.

 

Ed è questa la scelta di Helel (molto interessante l’utilizzo per esteso dei nomi ebraici originali), accettare senza riserve il castigo di Yhwh per voler donare la consapevolezza, la crudele realtà, ai “primogeniti” Adamo ed Eva, unici beneficiari delle primizie dell’Eden ma allo stesso tempo soggiogati dal volere divino.

 

Da qui si snoda una narrazione dai toni ora solenni, ora con una punta di melanconia, un affresco quasi del celebre episodio della battaglia dei Mal’akhim che è sia incipit che parte centrale del racconto. Due sono gli espedienti narrativi degni di nota che vengono proposti: la doppia raffigurazione del Luxferre -frigido e forte del suo raziocinio da un lato, la Bestia Cornuta (illustrata in maniera impeccabile da Chiuchiarelli) che opera la strage dei fratelli dall’altro- e la copula, l’unione dei corpi tra Adamo ed Eva che si sostituisce al frutto dell’albero proibito come la forma ultima di conoscenza e consapevolezza.

 

A tal proposito, è opportuno citare anche il comparto grafico della coppia Chiuchiarelli -Prisco.
Sicuramente uno stile alieno alle iconografie classiche del fumetto, ma che ricorda, a colpo d’occhio, anche l’arte sacra.
Una pesante dose di tinte calde, di ocra e di terra, dalla capigliatura cremisi di Helel alle luci di fondo, al rosso acceso del sangue. La sensazione è di essere travolti violentemente da un’ondata di calore, che si adatta comunque molto bene ad una sceneggiatura che ha luogo quasi sempre in una realtà “extraterrena ed extrasensoriale”
Molto godibili anche i bozzetti e gli studi preparatori a fine volume che raccontano la “costruzione” delle tavole.

 


Chi è dunque Helel? Un anarchico? Un razionalista estremo?
Di sicuro è, come già detto in precendenza, non il Demonio della cultura di massa, non il tentatore, non l’incarnazione del Male, ma essenzialmente un ribelle che decide di donare all’uomo, creazione divina, il dono più prezioso: la scelta di scegliere.

 

La scelta di sbagliare, la scelta di peccare.
La scelta di considerare cosa è giusto e cosa è sbagliato.
Perché non c’è al mondo, peggior male di quello che ci viene propinato per bene da un essere che si ritiene superiore all’umana ratio.