L’Anno del Sì

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L’Anno del Sì

Shonda Rhimes

Recensore : Antonio Canale

Leggere "L’anno del Sì" di Shonda Rhimes è stata un'esperienza a dir poco coinvolgente, d'ispirazione. Naturalmente, requisito essenziale per la lettura è l’essere appassionati del mondo Shondaland, ossia Grey’s Anatomy, Scandal e How To Get Away With Murder (Le regole del delitto perfetto). O almeno uno dei tre.

 

In questo libro si scopre una versione del tutto inedita della scrittrice, estremamente diversa da quella che tutti pensavamo di conoscere. Una persona introversa, chiusa, timorosa che utilizza la scrittura come unica forma di espressione e valvola di sfogo.

La vita di Shonda, apparentemente perfetta dal punto di vista della fama e dell'appagamento, è invece una continua corsa contro il tempo, che non le lascia un attimo di pace. La risposta ad ogni invito è quindi negativa, qualsiasi occasione le si presenti, Shonda risponde sempre "NO".

 

Lo bisbiglia anche la sorella Delorse durante la preparazione della cena del Giorno del Ringraziamento. E’ quella la vera bomba ad orologeria che farà scattare in Shonda la sfida con se stessa e darà inizio all’anno del Sì. Un anno durante il quale la scrittrice dirà "Sì" a tutte le sue più grandi paure, sfide a se stessa.

 

Definito dal The New York Times "divertente, intimo. Un libro da cui trarre ispirazione.", L’anno del Sì permette a chiunque lo legga di trovare la forza in se stessi, di abbattere i propri muri psicologici e dare una scossa al proprio io.

 

Potrebbe sembrare esagerata un’analisi simile, ma il tutto è reso motivazionale dal modo in cui la scrittrice espone ogni aneddoto, ogni dettaglio del proprio anno del sì. La lettura, infatti, è così intima e spontanea da sembrare quasi una chiacchierata fra amici. 

Una lettura, ripeto, consigliata a chi conosce e ama il mondo Shondaland e #TGIT (Thank God It’s Thursday) per poter comprendere a pieno il senso del libro. I riferimenti a Cristina Young (Sandra Oh), miglior amica di Meredith Grey in Grey’s Anatomy, sono molteplici e necessitano, quindi, di una conoscenza minima della serie.


Un’esperienza 5 stelle, forse di parte poiché analizzato dal punto di vista di un fan, ma comunque di grandi contenuti.
GO Shonda!