Chissá se al Liga fischiarono le orecchie

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Chissá se al Liga fischiarono le orecchie

Anna Pasquini

Recensore : Giovanna Perna

Settanta pagine che racchiudono cinque anni di scuola superiore di una classe in particolare: la Quarta D.

Storie di adolescenti che s’intrecciano tra loro: amori, amicizie e idolatrie.

Insegnanti troppo esigenti e ragazzi sempre pronti a dimostrare la propria unicità.

Background, ceti sociali e ideologie politiche che si scontrano dando vita ad un vortice di accadimenti che catapultano il lettore in quelle aule, tra i banchi e nei posti proibiti del Liceo Classico Glaucone, piccola scuola nella periferia di Roma. Una scuola dove si respira l’essenza di ragazzi troppo deboli e troppo giovani per reagire in modo corretto ad errori, scelte o pressioni esterne.

A ricoprire un ruolo importante è la De Falchi, insegante di lettere, figura presente e pressante in ogni anno scolastico. Una prof fuori dagli schemi, che insiste nel tirare fuori tutto il sapere di ognuno dei propri alunni, anche utilizzando modalità di approccio poco consoni. Una personalità forte, il cui unico scopo è creare delle fotocopie di sé stessa.

Un racconto giovane, per i giovani, che fa riflettere soprattutto sulla paura degli adolescenti di rapportarsi a modelli, secondo loro, irraggiungibili. La paura di non essere all’altezza delle aspettative proprie ed altrui.

La paura che può sfociare anche in gesti estremi.

Poco conta essere nel ventesimo o nel ventunesimo secolo, gli adolescenti sono e saranno sempre le persone da trattare, in assoluto, con più delicatezza possibile perché stanno affrontando battaglie, sicuramente, molto più grandi di loro e non hanno le armi necessarie per combatterle da soli.

 

Anna Pasquini racconta l’adolescenza con naturalezza ed uno stile scorrevole dall’inizio alla fine, regalando emozioni brevi ma intense.

Un libro "leggero", proprio come la canzone del Liga, da divorare in poche ore, che invoglia a leggerne subito un altro dello stesso genere.

Consigliato ai giovani che stanno vivendo queste stesse sensazioni ma anche ai "meno giovani" che vogliono ri-assaporare quegli anni con un pò di malinconia e, talvolta, con un sospiro di sollievo.