Quando andavo in bicicletta

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Quando andavo in bicicletta

Anna Pasquini

Recensore : Alice Chiesurin

Una raccolta variegata di racconti ambientati nei giorni nostri e appartenenti a un panorama quotidiano in cui ciascuno si può ritrovare e immedesimare, con alcune piccole eccezioni come nel caso del racconto sul fantasma, che si dovrà rendere conto di essere passato oltre e di non avere più un corpo in carne e ossa.

Ogni racconto scandaglia la vita dei personaggi coinvolti, sembra scattare un’istantanea di un momento preciso che poi viene condiviso con il lettore. È così che ogni vicenda assume una sua importanza: le scorribande di un gattino maldestro diventano l’inizio di una storia dal finale romantico (sembra l’incontro di due amanti) o un gioco di sguardi in un autobus si trasforma in una triste realtà che uno dei due protagonisti non sembra ancora accettare. Alcune storie desiderano dare speranza in un mondo che forse sembra averla un po’ persa mentre altri racconti provano a immaginare come sarebbe andata la Storia se si fossero prese altre decisioni (a volte in maniera dissacrante e lucida ma utile per innescare un ragionamento, perchè forse sono eventi che hanno ancora qualcosa da insegnarci). Altri spaccati di vita vogliono solo donare emozioni pure, non importa che siano dolore straziante (come nel caso di una lettera scritta per i genitori morti ma a cui si deve dire ancora qualcosa) o tenerezza e amore (come chi trova l’amore nelle situazioni più strane e impensabili). 

 

 

Ogni racconto presenta una lunghezza diversa, può essere molto breve o di qualche pagina, generando un ritmo variegato che sorprende il lettore dopo ogni pagina. 

La scrittura semplice, condita con qualche espressione tipicamente romana, e l’analisi veloce di situazioni e personaggi sono elementi di pregio del libro: l’autrice riesce anche con poche parole a creare situazioni chiare e protagonisti puntuali anche se appena abbozzati (vista la struttura del libro è più che normale). I vari caratteri riescono spesso ad evolvere: alcuni infatti partono dando un’idea di loro stessi ma sono capaci di disattenderla poche righe dopo, facendo divertire il lettore e rendendo il libro stimolante. 

 

Una raccolta di questo tipo è capace di generare diverse sensazioni anche nel giro di poche pagine: alcune storie sono capaci di farti sorridere come quelle in cui i protagonisti sono dei gatti maldestri, altre invece commuovono per la loro dolcezza, come i figli che si prendono cura della madre malata di Alzheimer (si preoccupano di assecondare le sue fantasie pur di non farla sentire sbagliata), altre ancora fanno arrabbiare per i fatti che raccontano o il ricordo che richiamano alla mente, come i racconti dedicati al periodo della seconda guerra mondiale e ai suoi personaggi scomodi. 

 

Scopo di queste piccole vicende è anche quello di lasciare un messaggio o invitare a una riflessione che va oltre la semplice storia raccontata, nascondendo un sostrato ricercato che l’autrice vuole lasciare a chi legge. Altri invece hanno un finale aperto capace di liberare la propria immaginazione lasciando al lettore la facoltà di fantasticare su quello che potrebbe succedere al di là del racconto. 

 

Un  insieme di emozioni capaci di accontentare chiunque, con racconti più o meno impegnati ma piacevoli nella loro semplicità e quotidianità.