Francesco Marcone, un uomo onesto

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Francesco Marcone, un uomo onesto

Ilaria Ferramosca

Recensore : Antonio Canale

Francesco Emanuele Marcone, dirigente pubblico italiano attivo nel capoluogo pugliese tra gli anni ’60 e ’90, ha vissuto la propria vita all’insegna del dovere e dell’integrità morale.
Fino alla fine.
Un uomo, un padre, un funzionario impeccabile, così viene descritto Francesco da chiunque lo conoscesse. La vita viene ripercorsa nelle pagine de "Francesco Marcone, un uomo onesto" di Ilaria Ferramosca con i disegni di Giuseppe Guida.

Il fumetto, aperto da una prefazione sull’etica di Don Luigi Ciotti, ci accompagna in un viaggio nel tempo che va oltre l’uomo. Un viaggio che parte dal principio, dal bambino e dagli insegnamenti ricevuti che hanno fatto di lui quello che poi è divenuto: un esempio di etica e di virtù. I disegni evocativi parlano al lettore mediante l’espressività dei personaggi. Pagina dopo pagina Francesco cresce, la sua vita cambia, ma lui resta sempre lo stesso: un uomo giusto. La sua giustezza lo porterà a combattere illeciti edilizi su tutto il territorio pugliese ed attirare le inimicizie della criminalità organizzata. Francesco Marcone perderà la vita assassinato il 31 Marzo del 1995 con due colpi di pistola alle spalle, proprio sotto il portone di casa. Il fumetto ripercorre quel tragico evento, documentando il successivo iter giudiziario a caccia del colpevole.I figli, Daniela e Paolo, combatteranno a lungo alla ricerca della verità, rimasta nel mistero tutt’oggi. Un racconto che fà spola tra passato e presente. Un presente senza Francesco sulla terra, ma sempre vivo, nei cuori e nei ricordi dei suoi cari e della gente. Una vita rievocata tra le pagine di Ilaria Ferramosca e Giuseppe Guida con vignette che danno una voce spirituale all’uomo, per tenere accesa la fiamma della speranza e del giusto.

 

Un’opera davvero interessante, soprattutto per chi non conosce il fatto di cronaca: il primo caso di assassinio di un funzionario pubblico dello stato e, sopratutto, il primo ad insegnarci che essere giusti non è una scelta, ma un dovere.