Costituzione

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Costituzione

Roberto Trama

Recensore : Rosa Anna Confuorto

Carla è una giovane liceale come tante, alle prese con l’esame di maturità e le aspirazioni per il suo futuro e quello di un Paese che vorrebbe cambiare. Non ha ben chiara la propria strada ma ha fiducia ed energie sufficienti per credere che i propri ideali e quelli di tanti giovani come lei, possano fare la differenza. L’ingenuità di Carla fa a pugni con una terribile colpa che suo padre è destinato a portare e che sua madre, complice della menzogna, è tenuta a nascondere. Il nonno Costantino, non ancora pronto ad allontanarsi dal mondo del lavoro, e lo zio Roberto, fuggito in Inghilterra alla ricerca di una vita migliore, ci offrono due ulteriori spaccati su questa tipica famiglia italiana. In un’Italia cinica e reale che mette a dura prova la veridicità e le garanzie della nostra Costituzione.
Provate a ricordare dieci articoli costituzionali e ad inserirli in un contesto di vita reale. Quanti dei valori e dei principi promulgati riflettono realmente l’andamento della società moderna? E quante volte invece vi siete ritrovati a pensare, arrendenvoli, “tanto le cose vanno da sempre così”?


Costituzione è un romanzo che pone degli interrogativi forti e risveglia le coscienze dal loro torpore. Apre gli occhi su quello che in Italia - e oserei dire nel mondo – viviamo: il contrasto tra gli ideali, frutto di una storia recente di sessantottini, moti rivoluzionari, emancipazione e la fredda e spietata realtà, che per quanto disdicevole e carica di delusione, continua ad andare avanti come una macchina, uniformando e annichilendo le menti.
Lo definirei un romanzo scomodo, con uno stile poco coinvolgente e a tratti anche irritante, per chi ama gli ampi passaggi descrittivi ed introspettivi nel cuore dei personaggi. Scomodo per l’apparente piattezza dei volti e dei contesti, da cui però partono frecce avvelenate di cinismo e rassegnazione. E’ l’amarezza il tratto distintivo di quasi tutti i personaggi, ad eccezione di pochi dialoghi in cui paradossa appare una visione della realtà utopica e inesistente. Ognuno infatti risulta privo di una reale sfaccettatura, sono tutti l’espressione di un binomio tra la fiducia nei valori umani più puri e la necessità di adattarsi a ciò che la società richiede o impone.
Il finale agrodolce e scontato, invita comunque il lettore ad immedesimarsi in quella che è assolutamente una vicenda all’ordine del giorno: la ricerca di una felicità e di un futuro migliore, in questa vita che è un “groviglio inestricabile di onesto e disonesto, giusto e ingiusto, morale e immorale”.