L’uomo che non riusciva a morire

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L’uomo che non riusciva a morire

Tony Laudadio

Recensore : Antonio Canale

Come reagireste se quella che sembra essere una comune allergia o raffreddore si rivelasse in realtà un tumore? Operazioni, cicli di chemioterapie, mesi interi in ospedale e rientro a casa in uno stato psicofisico ancor peggiore sono il pane quotidiano della vita, o di quel che ne resta, di un malato terminale. Una malattia che lascia spiazzati, inermi con quella sensazione di non aver ben capito cos'hai o cosa ti stia accadendo. La consapevolezza viene acquisita col passar del tempo, con le persone che ti stanno accanto che soffrono con te e per te, talvolta anche di più, per lo strazio che ti sta consumando e da dove, ormai, sai di non aver via d'uscita. La morte come unica forma di salvezza, di pace, la fine di quell'incubo dal quale vuoi liberare non solo te stesso ma il mondo che ti circonda.
Il romanzo di Tony Laudadio abbraccia il duplice lato della vicenda con un protagonista senza nome, cinquantenne felicemente sposato con Anna, che rende protagonista non se stesso ma la sua famiglia, i suoi amici e conoscenti nei quali riconosce la vera infelicità per un caro che non possono più salvare. Capitolo al quale vorrebbero scrivere finalmente la parola "fine", con un finale più che scontato, per salvare loro stessi. La sofferenza quindi vista da chi il male non ce l'ha in prima persona ma lo sta vivendo come parte di se, questa è l'ottica in cui ci proietta l'autore. Un punto di vista tutto nuovo, che spesso sfugge a chi vede queste vicende solo nella vita degli altri. Merito all'autore per il coinvolgimento che riesce a creare in quello che è un argomento straziante. Un libro che fa riflettere ad ogni pagina e dove è lo stesso protagonista a parlare, a farci vedere il proprio mondo con i proprio sensi. Un mondo che "salta" le fasi felici della vita, la ripresa iniziale, perché nei film i flashback di una vita felice si susseguono e ripetono per pochi minuti, facendo apparire il tutto bello e limpido: il sole dopo la tempesta, per capirci. L'autore quindi compie questo "salto" volutamente per render noto ciò che è davvero importante in questo racconto, opera di fantasia ma con un'ispirazione di qualcosa di realmente vissuto. Importantissimo da sottolineare il concetto di "Amore" di questo libro, in tutte le sue sfumature. Un Amore che volutamente scrivo con la A maiuscola, perchè quando tutto sembra perduto e non una ma due, tre, dieci vite mutano per sempre se c'è qualcosa che si può salvare, e nulla riesce a farlo se non l'Amore. Un concetto mai banale, ma questa volta ancor meno. Ognuno può trarre un messaggio diverso da questo romanzo di 150 pagine. Io mio l'ho trovato, ora non resta che a voi scoprire il vostro....